11 Settembre 1973. Il golpe in Cile, e la fratellanza

“El pueblo unido jamas serà vencido”, Inti Illimani – Concerto al Palasport, Febbraio 1975

 

Avevo 15 anni quando gli Inti Illimani tennero questo concerto al Palasport. C’ero andata con mio fratello, che ne aveva 16. Il Palasport era stracolmo, il video lo testimonia. Il calore umano si poteva respirare, era come sentirsi un corpo unico.

Al ritorno, alla Stazione Termini, ci fermarono un gruppo di fascisti. La faccia, i capelli, il pantalone azzurro lucido di quello che ci apostrofò provocatoriamente chiedendoci da dove venivamo, sono incancellabili per me. Ci stritolammo la mano con cui ci tenevamo, mio fratello ed io, e per fortuna lui ebbe il sangue freddo di rispondere con calma, tirando fuori una serata qualsiasi con gli amici. Ci lasciarono andare.

Ci avviammo camminando con calma apparente verso Porta Pia ma poi, appena svoltato l’angolo di via Castelfidardo cominciammo a correre come pazzi, terrorizzati all’idea che ci inseguissero, e insieme dalla paura di aver perso il 60 notturno, e di dover rimanere per un’altra ora ad aspettare il prossimo, da soli nella piazza vuota.

Questo era il clima allora, contrastato dalla solidarietà fraterna in cui siamo cresciuti, quella che ha permesso di accogliere tanti esuli, di offrire ospitalità, cibo, dando la possibilità di ricostruirsi e insieme di costruire una risposta internazionale al massacro che avveniva in Cile, iniziato con il golpe dell’11 settembre 1973.

Era chiara per noi la consapevolezza di quello che stava avvenendo, massacri, torture e sparizioni da parte dei militari, e l’ingerenza USA che avrebbe dato il via alle altre dittature in America Latina. E che dovevamo costruire una nuova Resistenza, difendere la libertà.  Per noi che ci sentivamo ancora figli della Resistenza, che avevamo avuto padri, nonni, zii, cugini, impegnati a difendere anche con la vita la libertà, e che ci avevano consegnato una paese dove la solidarietà fraterna era lo spirito vincente, era l’unica strada.

Io sono cresciuta così, e questa continua ad essere la mia stella polare. E questi 40 anni di  frantumazione sociale, individualismo, stratificazione di bisogni indottie immiserimento sociale e culturale sono un motivo in più per crederci.

 

 

 

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