“Abitare le parole. Ricominciamo a giocare”

L’idea della scrittura collettiva nasce da un’impossibilità: quella di realizzare un workshop teatrale per il bando LibrArti, all’interno della Libreria Scuola e Cultura che ci ha fatto da capofila.

Come era possibile “abitare le parole” senza mettere in gioco i corpi? La domanda si è rivoltata contro di me come chi si ribella quando non è ascoltato: ‘proprio tu che fai dei testi la molla dell’azione tanto da volerli far nascere in scena puoi smarrirti così?’

In realtà è stato solo un attimo, quello in cui bisogna uscire da un ordine di idee per entrare in un altro, e il gioco si è fatto quasi da sé.

Lanciata la palla, la risposta è stata veloce e sorprendente, fra amanti della scrittura, curiosi, e aperti alla possibilità di farsi coinvolgere in nuove avventure. Tanto più perché il parterre è di tutte le età: dai 20 ai 60, ce n’è per tutti i … personaggi!

Far nascere un testo da un percorso collettivo è quasi come lavorare sulle improvvisazioni in scena, sulla memoria, sulla costruzione del personaggio. La lettura del testo è quella che avviene facendo, mentre per quel che riguarda i personaggi ce n’è tutta l’opportunità: ognuno può inventare il suo, cesellandolo via via; la dinamica di relazione scaturisce così dai caratteri, dalle personalità, dalle emozioni, e naturalmente dagli accadimenti.

Lanciati dalla regia a cominciare dall’input iniziale, per suggerirne poi altri, determinando così alcune svolte nel testo, per far misurare gli autori.

Il viaggio è cominciato, il gruppo è sempre più coeso e appassionato, il desiderio di arrivare a costruire un testo teatrale definito è sempre più forte, tanto da desiderare di metterlo in scena.

Ci vuole un festival, e realizzeremo un’Estate straordinaria.

 

Quando si chiude una porta…